To the wolf (Sto lyko)


È cosa nota: la Grecia sta davvero facendo sul serio. Non ci sono mezzi termini per dirlo così come i registi greci non usano mezzi termini per comunicare la situazione del loro paese, specie quelli della scuderia Lanthimos (la Tsangari di Attenberg e il Makridis di L per fare due nomi), che con Kynodontas ha aizzato un grottesco contro chiunque e di fronte al quale non si può rimanere indifferenti, tant'è che l'ultima pellicola affine alla sensibilità lanthimosiana, Miss Violence, è stata premiata all'ultimo festival del cinema di Venezia: Sto lyko è indifferente a tutto questo, anzi ne è l'antitesi - è l'anti-Lanthimos; senza simbolismi o grotteschi d'alcun genere, infatti, Hughes e Koutsospyrou mostrano la vita di alcuni vecchi greci relegati nella povertà delle montagne, sconfitti dalla vita e abbandonati alla povertà che li affratella e li divide, attraverso un minimalismo ortodosso che valorizza con magnifici campi lunghi e lunghissimi una natura suggestiva come di rado viene mostrata al cinema e che fa affiorare una desolazione destabilizzante nella quotidianità delle genti che la abitano, una quotidianità fatta di birra e sigarette, di discorsi rivolti contro al governo e di nuovo birra - perché lì è davvero insopportabile l'esistenza o, meglio, il saper di dover (soprav)vivere - finché un Aiace a caso non prende in mano il fucile e raggiunge le pecore sotto i piloni della luce. Funereo più che elegiaco, Sto lyko è il segno di una cosa passata che sta per diventare futuro, è l'apoteosi del minimalismo nello schianto della speranza - in una parola, la fine. Tutto, in esso, ci parla di una fine, e si dev'essere davvero ottusi per non cogliere il fatto che per quei pastori il mondo  è davvero giunto al termine, perché non c'è più niente da fare o da sperare, e quando giungerà l'apocalisse noi nemmeno ce ne accorgeremo ma saranno loro i soli ad accorgersene, e in fondo lo sapevamo che il capitalismo sarebbe stato (al)la fine della Storia.


4 commenti:

  1. Cribbio, che filmone! "le pecore sotto i piloni della luce"... Mi vengono i brividi solo a ripensarci. Questo è uno dei migliori che ci siamo visti, ancora più di Serra mi sa... L'attesa per poterlo ri-contemplare sarà veramente estenuante. Se riesci a trovare un incastro dovresti anche rivedertelo, secondo me ne vale la pena, piuttosto che concludere la maratona con film come "Pelo Malo"... :)

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    1. Pure Boccassini ne era entusiasta, e ora io sono in dubbio se rivederlo, come anche "L'ultima pelicula", ma credo che il tuo consiglio sia più che valido: se l'ultimo film del festival sarà una sorta di aNdF o PM, sarà deprimente...

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  2. Ciao Yorick! Avresti per caso un link torrent per il film?

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