A woman and war (Sensô to hitori no onna)


Leggendo qua e là a proposito dell'esordio alla regia di Inoue, si trova pressoché ovunque citato un nome, quello di Koji Wakamatsu, eppure, al di là del facile parallelo sul corpo, Una donna e la guerra, ha davvero poco della visionarietà e del lavoro sul corpo che cementano le pellicole del regista di EmbrioneSu su per la seconda volta vergine, perché il film di Inoue sembra fare volentieri a meno di tutto quell'apparato disturbante che intreccia la corporalità alla psiche, alla mente, per concentrarsi in maniera quasi esclusiva sulla frustrazione del corpo sul corpo: seconda guerra mondiale, tre individui (un soldato monco, una prostituta frigida, uno scrittore disilluso) vedono le proprie vite disfarsi di fronte alla disperazione cui è condannato il Giappone e, tra stupri, sesso e violenze di vario genere, ognuno di loro riposa nella consapevolezza che si deve vivere a giornata, ché non c'è domani. Tutto è giustificato dunque, ma è davvero debole la cornice storica e, forse, un filino ammiccante, visto che, fondamentalmente, tenta di giustificare gli atti dei protagonisti. Sarebbe stato interessante sviluppare la riflessione nella contemporaneità, questo è certo. Smantellare ogni contesto e scagliare l'umano nell'umano, astratto dalla propria epoca o, comunque, non così circuitati da essa. Inoue, questo, non lo fa, e costruisce un delirante affresco al termine del quale il corpo si smaterializza e il passato (gli stupri, quindi di nuovo il corpo) diviene un fardello mentale, proprio soltanto della coscienza, ingabbiato e ineliminabile. Ma è una chiosa debole, appena appena accennata se si pensa alla massa sessuale, corporale, che oscura l'intero film frustrando questa riflessione che, forse, avrebbe reso questo drammone storico un'opera più completa e interessante.

8 commenti:

  1. Hanno anche scomodato Oshima e l'impero dei sensi, ho letto. Mah.
    A me non è piaciuto, l'ho trovato troppo ripetitivo. Credo sia il film in cui ho visto più gente abbandonare la sala...

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    1. Oddio, i nostri gusti sono così affini?

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    2. Quindi o fanno schifo anche i tuoi o non sono così pessimi i miei... ;)

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  2. Liberati una volta per tutte! Affrancati, da questo cinema giapponese contemporaneo che ti opprime, e che ti ottenebra occhi e mente, impedendoti di contemplare opere altre! :p
    P.S. A dirti il vero per oggi mi aspettavo "La Plaga". Non l'hai ancora visto?

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    1. "La plaga", l'ho saltato per questo nappo: inutile dire che dovrò davvero tendere in considerazione questo tuo consiglio squisitamente contemplativo per il futuro.

      P.S. Guarda che al FarEast Film Festival di Udine ti aspetto comunque :P

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    2. Te l'ho detto. Se riesci a scovarmi un solo che film come il cinese "Distant", allora ci sarò ;) Ma in che periodo lo fanno, che non ricordo mai?

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    3. Aprile/maggio, però devi scordarti minimalismi di sorta e lasciarti tentare dal Lato Oscuro, dal pop: we have onigiri! ^_^

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