La marea


Vivere l'assenza, coordinare movimenti & pensieri per creare una solitudine nella quale destreggiarsi, magari standoci pure comodi. Il protagonista del cortometraggio cubano La marea non è un recluso o asceta, anzi. Legge, si bagna e abita un microcosmo atipico, quello del proprio corpo, impermeabile alla presenza di estraneità di qualsiasi tipo. Armando Capo Ramos gira l'abitudine, senza dirigerla o modularla, ma la riprende in maniera asettica, atona, propria di una sensibilità recente di affacciarsi al cinema, di concepire il cinema stesso, emersa o sperimentata nella sinuosa fissità Nicté di Andrea Dardón, dove un unico piano-sequenza a macchina fissa vede una donna entrare nel proprio raggio visivo, poggiare la brocca sulle braci, sedersi a terra e intonare una nenia al neonato mentre l'acqua, tutt'attorno, si confonde con una foschia al contempo soffocante e avvolgente, o in quell'affresco rilucente che è il Tejút di Fliegauf o, ancora, nell'oscurità elegiaca e liturgica di Oigo tu grido di Lamar; la pellicola (sembra) risulta(re) così da una casualità che, visti i soggetti inquadrati, sconcerta proprio proprio per il fatto di non essere mediata da un'arte che la renda artificio, quindi tremendamente realistica, radicata in una quotidianità ineluttabile com'è la solitudine del protagonista de La marea, che addirittura entra in uno specchio d'acqua, il cui orizzonte è tracciato da una fabbrica ingrigita, e con un bastone disegna un cerchio concentrico, delimitante e limitativo, anarchico com'è la solitudine (e sta qui la paradigmacità della scena), nella quale è impossibile ogni tentativo di gerarchizzazione.

9 commenti:

  1. Contemplative Cinema - A few more additions to the collection?... Oh, sembra incredibile, ma tutti i titoli che ultimamente mi sono segnato dalla lista qui sopra, li stai recensendo a ruota, si, e non è che c'è ne sono pochi, vai a beccare proprio gli stessi su cui ho gettato l'occhio, così, a impatto. A questo punto credo proprio ci sia qualche forza misteriosa che ci sintonizza il pensiero :D
    Ottima segnalazione comunque, come sempre, Yorick, le acque di questo "La Marea" mi attirano ogni giorno di più, ma fatico a trovare il lago giusto, puoi darmi qualche indicazione?. Grazie anche per la citazione, fa sempre piacere ;)

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    1. Orpo, stesso fiuto, stessa testa. Sarà per questo che adoro il tuo blog :p
      Rallegrati che, dopo la prossima recensione, me ne starò un po' zitto e recupererò vecchi classici e diverse tue segnalazioni che ancora mi mancano, quindi mi aspetto di essere stupito dalle tue prossime segnalazioni. :)

      A ogni modo, li trovi entrambi su vimeo.
      "La marea", https://vimeo.com/69920594
      "Nicté", https://vimeo.com/47738590

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    2. Ah, allora "La Marea" è uno dei due capolavori di cui mi parlavi ieri? Se è così, ora sarà il turno del "capolavoro immenso", il post numero cento! Magari l'ho già in lista anche quello :) Per quanto riguarda le mie prossime segnalazioni, una è già in programma, tra domani o domenica al massimo. Ti dico solo che del regista, ne hai parlato anche te, per un altro suo film, successivo a quello che voglio recensire...

      Chissà perchè, mi sembrava di aver già provato a cercare "La Marea" su vimeo, ma ho visto che il caricamento risale a tre mesi fa, quindi è probabile che ne avessi avuto solamente l'intenzione, poi sfumata con le centomila cose che ho per la testa.. :o Grazie infinite!

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    3. "Per quanto riguarda le mie prossime segnalazioni, una è già in programma, tra domani o domenica al massimo." Perfetto, perché se stavo per recensire lo stesso film non solo mi dispiacevo ma anche mi preoccupavo seriamente :p

      Comunque, vediti anche "Nicté": conoscendoti, lo apprezzerai incommensurabilmente.

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    4. Ma vai tranquillo, è impossibile sia lo stesso film (almeno spero!), non rientra nemmeno più di tanto nel contemplativo, diciamo che fondamentalmente è una commedia (amarissima) o visto da un'angolazione a noi più propensa, un dramma grottesco.

      Certo, "Nicté" è già nei segnalibri, stasera li guardo tutti e due :)

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    5. Ah, cambi radicalmente pelle, 'sto giro! Son curioso di leggerti, anche se credo mi sentirò un cazzone a non recensire altro, ultimamente, che roba più ignota che contemplativa.

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    6. Nictè: una meraviglia! Mi sa che questa "moda" di un solo piano sequenza per i cortometraggi sta prendendo piede. Se ci pensi, molti emergenti, recentemente hanno cominciato a cimentarsi in questo modo, vedi "Light Horizon" e soprattutto "Oigo tu grito", di cui hai prontamente colto: "l'oscurità elegiaca e liturgica".
      "La Marea" invece devo ancora vederlo, queste ultime sere non ho mai avuto tempo, ma in settimana devo recuperare, sono troppi i titoli arretrati.

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    7. P.S. Peccato che non si possa nemmeno votarlo, Nictè. Lacuna mubiana, devono rimediare ;)

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  2. Sì, è vero: questa dell'unico ps a macchina fissa sta iniziando a prendere piede, cosa curiosa, certo, ma anche allarmante, perché le mode saturano e svalutano il valore di un'opera, almeno in campo artistico (e almeno secondo me).

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