We need happiness



È un Sokurov a metà strada tra Alexandra e le varie elegie documentaristiche (il film è codiretto con Alexei Jankowski, specializzato nei documentari), quello di We need happiness, un Sokurov che racconta, attraverso l'esperienza di una donna russa trasferitasi in Kurdistan per amore, la brevità della vita e la tenacia con la quale alcune persone riescono ad affrontarla, nonostante tutto, nonostante la morte sia un'inquilina abituale, iscritta persino sui giovani volti dei figli. Ed è il viaggio, il tema portante della pellicola, perché è il viaggio a mostrare la caducità dell'esistenza e la sua fragilità mediante l'esperienza della fine e del fine: fine verso cui il viaggio tende e che ad esso dà compimento e significato. Così, il documentario si fa narrazione (di gesti prima ancora che di parole), ovvero una discreta indiscrezione su quell'intimità universale che richiede l'amore: da qui si dipanano i vari temi, come per esempio le difficoltà di vivere in un paese dilaniato da una guerra che non è folle ma politica, e solo come tale è folle, o l'indispensabilità della donna in una società fondamentalmente patriarcale. Qualcosa, insomma, che è risaputo, ma velato da una patina commovente e delicata, che lo rischiara di nuova luce e lo fa risplendere: non un'elegia del viaggio, dunque, ma un'elegia nel viaggio che ognuno compie e che, forse, è intrinseca alla vita stessa.

10 commenti:

  1. A proposito di "elegie", tempo addietro mi ero segnato da Mubi "Elegy from Russia" e "Oriental Elegy". Sono interessanti? Conoscendo un pò i miei gusti, pensi che potrei apprezzarli?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sicuramente, "Oriental elegy" soprattutto. Qualcosa di completamente emozionale e visivo, contemplativo come pochi documentari hanno saputo essere. Vai sul sicuro ;)

      Elimina
    2. Perfetto, grazie! Domani lo cerco, e dovrò anche iniziare a recuperare altro di Sokurov.

      Elimina
    3. Fai bene, Sokurov è un regista grandissimo, probabilmente avevi iniziato con qualche film sbagliato. Vediti "Second circle", dopo la tua bellissima recensione su "Madre e figlio" non può non piacerti...

      Elimina
  2. "Alexandra" l'ho apprezzato molto, non vedo perché per questo non debba fare altrettanto. Grazie!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "Alexandra" è bellissimo, come "12", cui spesso lo sento associato. Questo ti piacerà senz'altro, spero solo che sia disponibile a breve :)

      Elimina
  3. Aggiungerei anche Elegia di un viaggio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, altro capolavoro, secondo me alla pari dell'Elegia orientale. Ma secondo me di Sokurov andrebbe visto tutto, quindi...

      Scusa l'indiscrezione, Rombro, ma sarei curioso di una cosa: hai anche tu un blog? Perché sul tuo profilo non lo vedo...

      Elimina
    2. No niente blog..mi limito a lasciare commenti con il contagocce di tanto in tanto (che potrei anche evitare)..preferisco che i "pensieri" scorrano senza preoccuparmi di imprimerli da qualche parte..c'è già troppa gente che scrive, lascio a voi lo sporco lavoro... ;)

      Elimina
    3. Peccato, sei la classica persona di cui mi piacerebbe poter frequentare i pensieri :p

      Elimina