The temptation of st. Tony (Püha Tõnu kiusamine)


«Nel mezzo del cammin di nostra vita | mi ritrovai per una selva oscura | ché la diritta via era smarrita».  Così inizia il lavoro di Veiko Õunpuu, ed è un riallacciarsi al discorso dantesco che, al contempo, è subito un distanziarsi da esso per porsi in questa spaziatura o frattura che si è creata, che si è voluta creare. Tony come Dante, quindi, ma più vicino al Dante-poeta che al Dante-comedìa, perché, se da una parte abbiamo la consapevolezza che la diritta via è smarrita, dall'altra abbiamo questo brancolare incosciente nella miseria umana, ed è un'incoscienza, quella di Tony, che dipana un surrealismo non solo cinematografico ma prima di tutto etico e metafisico. Dante osserva e constata, Tony vive: ed è vissuto dal male che lo attornia e lo strangola. Perché Tony è l'ethos, ma lo è solo in termini extra-diegetici; diegeticamente, infatti, non è possibile non scoprire in Tony uno stralunato, almeno in senso societario e morale, uno stralunato non allineato con quanto gli sta d'attorno. Questo è il grande gesto di Õunpuu, porre la moralità in un contesto prettamente amorale e mostrare, qui, come questa moralità sia in realtà un'amoralità e, lì, come quell'amoralità sia in realtà una moralità. È un discorso di maggioranze, insomma: se pensi di essere buono in un mondo di malvagi, probabilisticamente sei invece il malvagio in un mondo di buoni. Õunpuu, questo, lo manifesta sia attraverso una carrellata di astrusità surrealiste che hanno ben poco d'umano sia, contemporaneamente, con un b/n che risolve la moralità nel giusto e nell'ingiusto, nel buono e nel malvagio, scrostandole di dosso sfumature disorientanti. Il risultato è un discorso sottile e semplice, che riguarda la coercizione: la morale è, di base, un flusso coercitivo, che va al di là della strutturazione storica per palesarsi come differenziazione storica, quindi un differenziare l'indifferenziato e/o un distinguere l'indistinto. E Õunpuu mostra questo, il sorgere della morale, l'incoscienza che si differenzia da se stessa e si fa coscienza, la morale che si realizza mediante una distinzione adoperata sulla realtà in quanto tale, che prima sovrastruttura e poi struttura (almeno in termini societari); l'uscita di Tony della natura, del resto, si ha qui, nel momento etico-societario che vede Tony allontanarsi da una natura amorale per entrare nella società, una società che vedrà da se stesso abbandonata ma che non abbandonerà, in quanto ormai irrimediabilmente eticizzato, strutturalmente politicizzato.

12 commenti:

  1. "..questo, lo manifesta sia attraverso una carrellata di astrusità surrealiste che hanno ben poco d'umano sia, contemporaneamente, con un b/n che risolve la moralità nel giusto e nell'ingiusto, nel buono e nel malvagio.." Ho guardato il trailer ed effettivamente ci sono dei momenti gustosamente folli; forse è una mia impressione, ma così a fulmine, ci ho visto qualcosa di Zwartjes e quindi, automaticamente del primo Lynch, può essere un caso?
    Dall'Estonia finora, pesno di aver visto solo un film (segnalato sempre da oltreilfondo), Magnus (2007); da riprendere certamente per mano, anche se l'approccio iniziale non mi aveva convinto granchè...

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    1. Uhm, quello mi manca. Penso sia il primo estone che vedo, ma "Magnus" mi incuriosisce. Comunque, sì, in un certo modo può ricordare il primo Lynch, anche se, fondamentalmente, la grana è totalmente differente: Lynch, ogni tanto, sembra mostrare la stranezza per il semplice motivo di volerla mostrare, e spesso la forza, la accentua, mentre qui la singolarità è contestualizzata, quasi normalizzata.

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    2. Oh, ho avuto un'allucinazione o stai scrivendo di "Daisy Diamond"? Mi è apparso un post "fantasma" sulla bacheca...
      Guarda che inoltre ti ho lasciato un commento su "Mesto na Zemle", finalmente visto e goduto appieno! :D

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    3. Ah, sì, lo sto scrivendo, ma avevo sbagliato e anziché salvare ho pubblicato. Corro a vedere riguardo "Mesto na zemle"!!

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  2. Ricordo di averlo visto, questo sì, ma poco altro.
    Questo quello che avevo scritto su NP:
    "Incubo dantesco infarcito di metafore oscure. Inquietante, affascinante, ma necessita di più visioni per carpirne il senso. Di molte scene non ho capito un tubo."
    Forse dovrei rivederlo

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    1. Mah, credo che diverse cose siano messe lì proprio per essere indecifrabili. Del film, ho apprezzato soprattutto la visività delle immagini, il loro potere evocativo e suggestivo. Onestamente, molte cose sono fuggite pure a me e, sì, sarebbe bello riprenderle, ma sarebbe senz'altro un lavoraccio e, appunto, il film mi ha colpito ugualmente tanto.

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  3. Visto finalmente e apprezzato, moltissimo, più di quanto immaginassi. Anzi, direi che era un pezzo che non mi esaltavo così durante un film. Anche se una visione è pochissimo per sviscerarne qualcosa di più concreto, personalmente, a primo impatto è pregno di tutti quegli elementi che prediligo, combinati alla perfezione: surrealismo in primis, ovviamente (cribbio, la scena finale, con "il cadavere squisito" è un omaggio lampante ai tempi del muto, Bunuel è anche citato assieme a Pasolini, del resto) e poi follia, destabilizzazione e riesce ad essere pure contemplativo forte, nella sua alternanza ritmica. A ogni modo, tralasciando per un attimo il lato metafisico, ho notato anche qui una continuità, decisa, nello stile di Õunpuu, proprio per quanto concerne quell'aspetto farsesco, grottesco, che secondo me velava "Sugisball"...
    E' comunque interessante il discorso delle maggioranze e lo sarebbe ancor di più, se si potesse scoprire effettivamente a che ruolo apparteniamo noi (io, te e pochi altri, estranei alla globalizzazione cinematografica): siamo i malvagi in un mondo di buoni o viceversa, a questo punto? :p

    P.S.1: aggiungere una stella in più su Mubi ;)
    P.S.2: forse ho trovato "Adrienn Pal"

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    1. Immaginavo che l'avresti apprezzato, anche se non così tanto. Hai ragione, un film potentissimo, cui devo una stella appena avrò occasione di rivederlo. Per quanto riguarda il discorso sulla malvagità, sono sempre stato in bilico tra le due considerazione, e non credo che la bontà in sé esista: credo sia socialmente determinata, e come tale siamo noi i malvagi, perché il vero Bene, come dice Platone, non è di questa terra. :P

      P.S.2 Trovato sul mulo? Sono curioso di leggere quel che ne scriverai, anzi credo che aspetterò le tue impressive e le tue impressioni prima di cimentarmi in una sua visione.

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    2. Si, ma non ha ancora completato. Quel "forse" è riferito al fatto che il file ha un nome ambiguo: Perdida En Las Montanas (2009, Hong Sang Soo) spa o Pal Adrienn (Agnes Kocsis, 2010). Qui non ci si capisce una mazza, che sia una specie di contenitore con due film diversi? Cos'è, prendi due paghi uno? :D...
      Mah, la durata comunque coincide con quella di "Adrienn Pal" riportata sulla scheda Mubi... A ogni modo ti faccio sapere.

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    3. Grazie, io intanto continuo a fremere per il film portabandiera del blog: http://vimeo.com/40330365

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    4. Ahahah... con quello è dura, purtroppo, bisogna darle tempo. Tu però puoi rincuorarti, almeno in parte, sapendo di averlo intanto trovato. Il mio portabandiera principale: http://vimeo.com/41039126 inizio quasi a pensare sia un'allucinazione... :<

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    5. Eh, tanta roba pure quello!!

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