La vida después


Con La vida después David Pablos prende le distanze, per certi versi, dallo stile reygadasiano de La canción de los niños muertos, pur riallacciandosi ad aspetti di esso caratterizzanti e topici; anche in La vida después, infatti, la storia non è solo incentrata sui ragazzi ma pure è presente l'assenza, pregnante l'esistenza dei figli, della madre, la cui scomparsa porterà Rodrigo e Samuel a intraprendere un viaggio più di scoperta che di ricerca e che, avanzando, assume i toni di un'omerica nekuia: è un percorso verso la morte, il cui traguardo segna inevitabilmente un trapassarla, un raggiungere la vita che, fino ad allora, era rimasta nascosta. Come tale, cadono i denominatori tipici del viaggio di formazione in vece dell'acquisizione di una consapevolezza corporea che è puntualmente informante e non formante. Così il viaggio diviene, un ritorno, un che di statico la cui cifra è l'ineluttabilità attraverso la quale il passato si fa destino e il destino passato.

2 commenti:

  1. " La canción de los niños muertos" mi era piaciuto. A questo gli di una chance

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fai bene, è un bel film, anche se parecchio lontano dallo stile visionario de "La canción de los niños muertos"... Alcune scene, le ho impresse nella memoria, ma non ti svelo niente. Spero, anzi, esca al più presto, perché è uno di quelli che non vedo l'ora di rivedere.

      Elimina