Still life


Un po' piacione, questo film di Umberto Pasolini, a tratti intenso e particolarmente emotivo, ma fondamentalmente piacciono, specie nel finale, il che è un vero peccato, perché così accadendo il ritmo del film si modula altrimenti e il tutto rischia di assumere sembianze che sono altre rispetto le aspettative che, nel minutaggio, erano andate maturando e poi, subito, marcendo; la storia di John May, impiegato comunale incaricato di ricercare parenti o amici di persone defunte, diventa così da singolare prospettiva di riflessione sul valore del marginale (cfr. Deleuze su Tournier) attraverso una ricerca del ricordo, del passato che si singolarizzi per farsi memoria, cioè vita, un dramma condito coi soliti elementi di arrivo e tragedia, amore e poi morte; il topos del viaggio, dunque, perde ogni connotato esistenziale e topografico per farsi viaggio nel tempo - nel tempo altrui, e si ha come l'impressione che soltanto questo sia (divenuto?) John May: le persone che ha assistito, i morti che, come insegna bombus,  ha (tra)passato, ovvero un'addizione di solitudini, ma, come insegna bombus, «per uno strano paradosso matematico la somma di due solitudini ogni tanto non produce il risultato che è logico attendersi (una addizione), [e] spesso [anzi] il risultato è una sottrazione (mezza solitudine)». L'intimismo di Ozu si smarrisce, la vocazione alla fine trova il proprio, ineluttabile, vicolo cieco, e Pasolini chiude in tragedia praticamente cancellando tutte le tracce lasciate da John May, rinnovando così il classico e stereotipato finale in cui l'emergere della solitudine dovrebbe essere afflitto da una spiritualità conviviale o, meglio, da una convivialità spirituale che, appunto in quanto originariamente spettrale, non ha nulla a che fare con una nuova solitudine, la quale è sempre percezione (di altri che non sono (in) me).

2 commenti:

  1. Strano, Pasolini è il regista di un film scanzonato come Machan. Ora propone questo drammone, che comunque dalla trama sembra interessante. Peccato per il finale piacione. Messo in lista!
    Grazie per la citazione

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quella frase mi era rimasta impressa ancora dai tempi di Nientepopcorn! XD

      Comunque Pasolini non lo conosco proprio, magari la prima impressione è del tutto sbagliata e questo film, invero, è un buon film...

      Elimina