Palo Alto


Tratto da un libro di James Franco, Palo Alto è uno di quei film che si inscrivono di dovere nel filone koriniano assieme a titoli come Kids e Gummo: anche qui, c'è un'adolescenza abbandonata a se stessa, che non cerca nemmeno più qualcosa in cui credere e preferisce invece vivere come si vive in casi come questi, scopando e ubriacandosi, cioè mitizzando le futilità e facendo di esse perno per un altro giorno e il giorno dopo ancora. Insomma, una cosa tipicamente americana, quella di sgonfiare il futuro e poi erigere ed ergere monumenti apologetici per compiangere le nuove generazioni. A differenza di molti altri film adolescenziali, però, Palo Alto gode di un soggetto solidissimo,l che trova tutta la sua potenza espressiva nel non aver nulla da dimostrare ma soltanto da mostrare; mancano totalmente, quindi, le scene davvero forti, anormali, e di per sé l'intera pellicola si sovrappone a quella quotidianità silenziosa nel proprio gridare (Simone Weil diceva che ogni essere grida in silenzio, e questa potrebbe benissimo essere la tagline del film), un gridare che, se da una parte vuol porsi come richiesta d'aiuto, dall'altra non lo è in alcun modo, perché tutto è già successo: il professore che va a letto con le studentesse, il ragazzino che, in deficit di ciuccia nel periodo infantile, ora fa il porco e il violento con le tipe che lo amano, la bravata dell'alcoolizzato eccetera. Tutte cose che già conosciamo, insomma, ma che gli adolescenti di Palo Alto vivono sulla propria pelle e con esse scalfiscono la propria pelle. È un film amaro dopotutto, Palo Alto, e il fatto che alla fine sembra essere l'amore l'unica via d'uscita non basta, perché anche questa non è che un'illusione, una necessità tipicamente adolescenziale per tirare avanti un altro giorno e il giorno dopo ancora.

11 commenti:

  1. Un buon esordio per Gia Coppola insomma? Da mettere in lista anche questo, suppongo...

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    1. Sì, è un bel film, godibile e interessante. Io con gli americani, però, ho un po' d'allergia, quindi non sarei proprio sicuro di consigliartelo: di sicuro c'è di meglio.

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  2. vabbè, alla fine di questo festival valuterò quale varrà la pena di recuperare. Anche perchè la mia lista personale di film da recuperare è veramente interminabile! ogni giorno me ne segnerò un paio e quando va bene riesco a trovare il tempo per vederne due alla settimana. fai te il conto..cmq grazie ancora di tutte queste segnalazioni!

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    1. Hm, quasi quasi alla fine del festival stilo una breve classifica, almeno così metto in risalto i titoli più ghiotti. Comunque l'importante è guardare il più possibile, anche perché ti leggo da poco e non so quanta affinità di gusti ci sia tra di noi, quindi non so neanche cosa consigliarti e cosa no, cosa sia nelle tue corde e cosa anzi ti faccia proprio schifo ;)

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  3. Una dinastia vera e propria questa dei Coppola, però questo film non mi ispira granché.

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    1. Nemmeno a me ispirava, ed infatti il film non si è rivelato essere chissà che. Il libro, invece, mi interessa non poco: James Franco mi sta simpatico e in Italia è edito dalla minimum fax, che è una garanzia.

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  4. Mi accodo a bombus! Basta e avanza già il cinema di Sofia Coppola... ;)

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    1. Sì, vabbè, il familiarismo dei Coppola fa schifo, specie se si risolve in film tutto sommato mediocri come questo, quello di Sofia o quelli con Cage. Però, questa Gia è superiore a Sofia, anche se effettivamente da qui al cinema di qualità ne passa, di acqua!

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  5. Questo film mi ha infastidito dall'inizio alla fine, ancor più che è tratto da un libro di John Franco, ossigno ossignor, basta.
    Ma la piccola Coppola vuol forse scopiazzare la zia in maniera alquanto tristina? sì.

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