Mysterious object at noon (ดอกฟ้าในมือมาร)


Chi è avvezzo al cinema di Weerasethakul, questo Mysterious object at noon, riuscirà a incastrarlo in maniera netta nella cinematografia del tailandese, inquadrandolo non tanto come opera prima quanto come affermazione di una poetica che sta ora in nuce e che troverà nelle successive stratificazioni filmiche una propria modulazione, più omogenea che discontinua; sebbene, infatti, siamo distanti da quel potentissimo capolavoro che è il Mekong Hotel così come dal pluripremiato Lo zio Boonme che si ricorda delle sue vite precedentiMysterious object at noon presenta, attraverso il gioco surrealista (impossibile non scorgere, nei lavori del tailandese, una sorgente tipicamente buñueliana) dei cadaveri squisiti, quello che pare essere il leit-motiv di Weerasethakul, ovvero un tentativo di riformulazione del linguaggio cinematografico mediante una narrazione formale che riesce come una piega inclusiva l'esistenza e l'arte attraverso la disgiunzione (non solo formale) di esistenza e arte: è l'art pour l'art e l'existence pour l'existence, non l'art pour l'existence o l'existence pour l'art, perché la forma non veicola la sostanza ma è sostanza in-formata, e solo in questo senso il gioco dei cadaveri squisiti può vedersi riflesso come quell'oggetto incombente che altro non è se non l'uovo cosm(ogon)ico, artefice della vita e, quindi, dell'arte che Weerasethakul, a seguito di un viaggio (i primi minuti del film sono in cameracar) che gli ha permesso di collezionare riprese e interviste, fa emergere trasfigurando vite, ovvero ponendosi come demiurgo di un'altra realtà, di una realtà nuova solo nella forma e sostanziata da esistenze vecchie, sconfitte, esasperate e informate, esistenze che richiedevano di essere finzionalizzate, cioè sradicate dalla realtà che le instaurava come vere e dunque come dolorose, in un documentario che, nello stesso momento in cui si pone come tale, diventa mockumentario, e in pratica facendo qualcosa che si avvicina paurosamente all'impresa che, una manciata di anni dopo, riuscì a Lav Diaz con Death in the land of encantos.

23 commenti:

  1. Weerasethakul è sicuramente il tailandese con cui riesco ad entrare in miglior sintonia. Questo non lo conoscevo, ma già leggendo le prime righe del tuo scritto, stuzzica forte. Inoltre mi citi il surrealismo di stampo bunueliano, i cadaveri squisiti e quell'uovo... E a proposito di uova, era un pezzo che volevo chiederti se hai mai visto qualcosa di veramente attinente alla "Storia dell'occhio" di Bataille?

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    1. Ora che ci penso, esiste anche un film spagnolo di fine anni 60' che si intitola "El Cadavere Exuisito"... mai visto però!

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    2. Grazie Frank, grazie alle tua citazione ho trovato in rete (sul tuo Mubi!) un film interessantissimo del 2008, diretto da Victor Ruano, Sarah Walko & Rossemberg Rivas, che si intitola appunto "El cadaver exquisito". Non sono riuscito a trovare il film spagnolo che citi, però. Prima o poi lo troverò!

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    3. Orpo, questo "cadaver" mi era sfuggito, me lo sono segnato anch'io, grazie! L'altro "cadavere" invece dev'essere abbastanza introvabile, anche se è diretto da Vincent Aranda, nome di un certo rilievo nel cinema spagnolo di quei tempi.

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    4. Sembra forte "El cadaver exquisito", lo segno pure io!

      Comunque quel libro di Bataille, non l'ho letto, ma dovrebbe essere interessante, da quel che vedo in rete. Di Bataille, sono rimasto fermo ai saggi su Nietzsche, ma la vedo dura trovare un corrispettivo filmico dei suoi testi o del suo pensiero; il solo che mi viene in mente, è "Alice in acidland", un porno sperimentale che coniuga, come il francese, motivi rivoluzionari (ma soprattutto di trasgressione, rivoluzionari lo sono se si pensa che erano gli anni '60) al tema sessuale, ma appunto siamo distanti anni luce...

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    5. Nemmeno io l'ho letto, te lo chiedevo apposta perchè pensavo l'avessi fatto te e potessi dirmi qualcosa a riguardo. Mi ha sempre attirato, in più, rispolverando il nocturno dossier "perversion" ci sono molti autori e film che a quanto pare citano questa "Storia dell'uovo"... dovrò pensare a un recupero del libro e anche di qualche pellicola, naturalmente!

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    6. Il libro, però, sembra fuori catalogo. Leggendone in internet, mi è venuta voglia pure a me di recuperarlo, sperando che in biblioteca ce l'abbiano...

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  2. Grazie per la dritta, ancora devo, però, vedere Mekong hotel. Lo metto in lista (se mi dici che si trovano i sub).
    Dovendo descrivere dei cadaveri mai mi sarebbe venuto in mente l'aggettivo squisiti. Neanche se fossi un cannibale (sono vegetariano, invece). Devo vederlo solo per capire questo passaggio :)

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    1. Orpo, hai ragione. In effetti in italiano dovrebbe essere "cadaveri perfetti", ma quell'"exquisite" inglese mi suonava più vicino a qualcosa appunto come "squisiti". Comunque il "Mekong hotel", secondo me, è un filmone, probabilmente quello che preferisco di Weerasethakul, anche se forse, conoscendo il fatto che non apprezzi moltissimo i film in cui la trama sia accessoria, l'impatto su di te sarà un po' diverso; a ogni modo, vale davvero la pena vederlo ;)

      Tra l'altro, ma sei anche te su MUBI?

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    2. Di Weerasethakul ho apprezzato molto "Tropical malady", seguito a ruota dallo Zio Boonme. Non sono riuscito a farmi piacere "Blissfully yours", che mi ha, anzi, leggermente irritato. Forse non era la giornata giusta per vederlo. Syndromes and a Century è in archivio da un po'. Arriverà il suo giorno. Ho sempre pensato che ogni film abbia la sua giornata, per così dire.
      E' vero quel che dici sul fatto che io non apprezzi particolarmente i film con trama accessoria. Sei sempre stato perspicace. Una volta hai anche capito che non avevo visto Attenberg. Non so ancora come tu abbia fatto :)
      Sì, sono anch'io iscritto a Mubi, anche se non è che lì spulci più di tanto.

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    3. Weerasethakul, lo sto recuperando tutto da quando ho rivisto il "Mekong hotel". "Tropical malady", secondo me, è un gran film, ma che fatica! Dire che è inaccessibile - per me - è dire poco. Perché "Blissfully yours" ti ha irritato? Io a breve vedrò "Syndromes and a century", aspettandomi al solito un gran lavoro, dopodiché mi darò a questo famigerato "Blissfully yours".

      Quella volta con "Attenberg", comunque, mi pareva solamente strano che avessi demolito in maniera così perentoria (un 3, mi pare) un film greco che di Lanthimos ha molto. E, grazie al cielo, a te piace Lanthimos!

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    4. "Blissfully Yours" l'ho trovato lentissimo, estenuante, e pensavo anch'io che piuttosto che vedere un picnic al fiume era meglio parteciparvi di persona. Ma, ripeto, probabilmente non ero dell'umore adatto per un film del genere.Meglio rivederlo!
      Allora aspetto, prima di vederlo, un tuo giudizio su "Syndromes and a century", anche se dalla trama sembra un film molto interessante,

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    5. Io avrò sempre nella memoria quella scena di Ming-liang (?) in cui una tipa si siede su una panchina e il regista la inquadra per dieci minuti mentre piange. Superata quella, penso di poter superare parecchie altre lentezze :P

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    6. Tra i film di AW finora visionati, Syndromes and Century è quello che mi ha intrippato maggiormente. E' iper-lento, ma la seconda parte è qualcosa che ti assorbe totalmente e che a mio avviso, meriterebbe un trattato speciale tutto per se... Impossibile descriverlo, bisogna solo lasciarsi trasportare dal micidiale connubio immagine/suono!

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    7. Credo lo vedrò domani! Oggi devo digerire per bene "Blissfully yours", che ho trovato parecchio paradigmatico (c'è praticamente tutto Weerasethakul, qui), sebbene estenuante in maniera davvero fastidiosa. Nel weekend, poi, son curioso di vedere "The adventure of iron pussy", il cui titolo promette a dire poco bene... Spero di riuscirne a scrivere di tutti e tre. Comunque, visione, ho visto che il "Mekong hotel" non t'ha garbato più di tanto :( E pensare che è, finora, il mio preferito di Weerasethakul!

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    8. Ahia, hai beccato il mio brutto voto su Mubi :D
      Non volevo dirti nulla perchè dopo aver visto le tue 5 stelle ed aver letto quì l'apprezzamento per MH, ho riflettutto sul fatto che il mio giudizio è stato sicuramente affrettato. Diciamo che ai tempi la visione mi aveva lasciato alquanto interdetto, anche su una effettiva valutazione. E' che avendolo visto dopo "Syndromes e Blisfully", in confronto mi è parso come qualcosa di meno "corposo/sostanzioso" (e non in fatto di tempi e minimalismo, naturalmente), non saprei ora definirlo appropriatamente, ma mi è sembrato come un film "minore" rispetto al resto. Sbaglio certamente e per questo voglio rivederlo proprio assieme agli altri due per rivalutarlo.
      Non so se lo conosci, ma esiste un corto di AW (Morakot - Emerald, 2007) che mi pare fosse stato girato sempre nel Mekong Hotel. L'avevo visto su YT e volevo lasciarti il link, ma cavoli, ora noto che hanno tolto pure quello!!

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    9. C'è da dire, da parte mia, che il "Mekong hotel" è stato il primo film o forse il secondo che di lui ho visto, quindi per quanto mi riguarda ci si mette in mezzo pure il fatto che il primo amore non si scorda mai. Son curioso di rivederlo dopo aver recuperato l'intera sua filmografia, magari, effettivamente, è qualcosa di minore rispetto a 'sti lavoroni qua.

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  3. Oh Yorick, scusa se ti stiamo rubando tutto lo spazio ;)

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    1. Ahahaha, ma figurati, anzi, con voi due che scrivete la mia lista di film da vedere s'infittisce, quindi non posso che esserne felice :D

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    2. Ti ho mandato una mail per Umieranko ;)

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  4. Hai visto che "Mysterious object at noon" lo proiettano alla Biennale, nella sezione Venezia Classici? E inoltre ci sono anche due lavori di Chantal Akerman: "Hotel Monterey" (55 minuti di pura contemplazione alberghiera :) e a seguire questo: http://www.labiennale.org/it/cinema/70-mostra/film/sel-uff/venezia-classici/15-aout.html
    che però manco conoscevo... Hai ragione, troppa roba!!

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    1. Oh mio Dio *_________*

      Quelli di Akerman sono ghiottosissimi! Alla fine uscirò dalla Mostra più triste di quello che ho perso che felice di quello che ho visto :(

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