Algunas Chicas


C'è davvero poco da dire su questo film dell'argentino Palavecino, un thriller che si propone di indagare la depressione femminile per poi finire col mischiare troppo e troppe volte le carte in tavola e optare per un finale, per così dire, scontato. La storia ruota attorno a Celina, un chirurgo che, dopo dieci anni di matrimonio, torna a casa di un'amica, la cui figliastra ha da poco tentato il suicidio; è un film sulla depressione, insomma, o meglio è un film sulla necessità di nascondere la depressione, di elaborarla dentro di sé perché l'alienazione cui la depressione conduce è solo superficialmente un sintomo della depressione, mentre in realtà è una richiesta della società, quasi un'obbligazione di una società che al depresso appare aliena. Sta qui il punto di forza della pellicola, nel mostrare non l'alienazione del depresso dal mondo ma l'alienazione del mondo dal depresso - condizione, questa, che Palavecino elabora con una tremolante mdp a spalla, soggettivizzando il tutto (e forse solo questo può essere un buon motivo per le continue analessi e prolessi che rendono la decifrazione del tutto abbastanza ostico, di certo più del necessario) Qual è il problema, dunque? Il problema, fondamentalmente in questa sede, è l'analisi che ne consegue: la sceneggiatura richiede allo spettatore e il coinvolgimento emotivo, necessario per penetrare nelle psiche delle ragazze, e il distacco psicologico, necessario per penetrare nella vicenda delle ragazze: è il paradosso dell'analisi, nonché del film stesso: da una parte l'analisi richiede una lucidità che solo la ripetizione della ripetizione della ripetizione di un film, con tanto di moviola, può fornire (quindi l'impossibilità di un giudizio ponderato dopo aver visto un film del genere al cinema), dall'altra le ragazze, isole che non sanno di formare un arcipelago, sono disgiunte da quella psiche che accomuna le loro vicende.

8 commenti:

  1. "Sta qui il punto di forza della pellicola, nel mostrare non l'alienazione del depresso dal mondo ma l'alienazione del mondo dal depresso - condizione, questa, che Palavecino elabora con una tremolante mdp a spalla, soggettivizzando il tutto"... E ti credo che sia un buon motivo, solo leggendolo mette l'acquolina in bocca, poi lo sai, che ai film che indagano così claustrofobicamente nella psiche non riesco a resistere. Peccato solamente per il resto, ma questo è un titolo che voglio comunque appuntarmi, grazie! E in attesa di giovedì, fammi sapere come procede e com'è la situazione al Lido ;)

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    1. Ti avviso, però, che il pubblico è stato parecchio gelido di fronte a questo titolo. Su Facebook, Pacilio degli Spietati l'ha stroncato.

      Al Lido procede bene, comunque. Tranne che, a fine giornata, vieni a casa distrutto. Giovedì, poi, abbiamo dei filmoni con cui non si può che andare sul sicuro :D

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    2. Non importa, ormai mi ha intrippato e voglio andarci a sbattere personalmente la testa :D

      Immagino che sia stancante, ma ti stai facendo giornate intere?

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    3. No, faccio solo i film Orizzonti (due al giorno) solo il 5 con te e il 3 (con i due greci) mi faccio la giornata intera. Il problema è che sono rincoglionito, e quando torno a casa mi vedo comunque un film, quindi spreco ore di sonno XD

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    4. Eh, se solo abitassi più vicino mi sarei preso qualche film in più pure io, ma farsi oltre 130 km (tra andata e ritorno), aggiungendoci inoltre la seccatura del vaporetto, è alquanto pesantuccio...
      Recupera... Guarda che giovedì ti voglio in forze :)

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    5. Ovvio! Giovedì giornatone di filmoni :D

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  2. Altro film da evitare. Dalle tue recensioni fino ad oggi grandi film non se ne sono visti (a parte Sono, ovviamente!).
    Aspetto con impazienza il post su un capolavoro!

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    1. Mi sa che prima del tre (coi due greci) e/o del cinque (Garrel, Ming-liang...), non si vedranno capolavori. Per ora, solo due grandi film: quello di Sion Sono e quello di Lukas Moodysson. Su questo, però, tornerò a scrivere: troppo complicato per una sola visione, e troppi l'hanno stroncato senza pietà.

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