Spring breakers - Una vacanza da sballo [II]


Si è già parlato di Spring breakers e forse non vale la pena riparlarne, ma negli ultimi giorni l'ho rivisto una cifra di volte, e nuovi significati, apparsi grazie a discussioni avute con più persone (in particolare col drmabuse, che ha avuto la pazienza di parlare con me a proposito di questo film, permettendomi ulteriori riflessioni a riguardo), sono emersi, sicché, semmai, in qualche senso, valesse la pena riparlarne, di sicuro non vale la pena leggere queste righe amorfe, scritte di getto e, di nuovo, piene di ammirazione per uno dei pochi cineasti americani che seguo, digerisco, adoro, Korine, un tizio che, dopo Gummo, non avresti mai detto che avrebbe girato qualcosa anche solo lontanamente simile a questo Spring breakers, ricavato da poco più di una settimana di sceneggiatura e, soprattutto, da un'estetica che si scosta così radicalmente da quella dei suoi esordi (su tutti, Trash humpers) da risultare più allucinata e caramellosamente colorata se letta, appunto, in maniera extra-diegetica, tenendo cioè conto dell'intera cinematografia del regista, di cui, prima o poi, scriverò in maniera più compatta. ogni modo, cercando di allontanarmi il più possibile dall'euforico entusiasmo della prima recensione e facendo in modo di risultare, almeno all'apparenza, lucido e distaccato, val la pena dire che Harmony, in Spring breakers, non parla di questa generazione: è un'introduzione importante, perché, sebbene qualcosa nella sua vita privata (sua moglie è la giovanissima Rachel Korine) e registica (di nuovo, l'adolescenza di Xenia, Ohio, abbordata nell'esordio) possa far credere il contrario, in Spring breakers l'adolescenza descritta è a-tempore, ma non nel senso di senza tempo quanto, piuttosto, in quello di fuori dal tempo, ed essendo (come vedremo) fuori dal tempo è un'adolescenza senza tempo, minimo comune denominatore di ogni adolescenza; per questo si spazia dalla generazione successiva agli Cinquanta (il professore, a lezione, torna a parlare del riscatto morale delle generazioni post-belliche dopo un trampolino discorsivo incentrato su Elvis Presley) all'MTv generation, per includere un lasso temporale eterogeneo e, consequenzialmente, generazioni differenti, ognuna con i propri standard, i propri desideri eccetera, tutte, però, accomunate da un unico, neanche tanto recondito, desiderio, e cioè quello di porsi fuori dalla realtà, nell'onirico («Sembra tutto un sogno» è la frase-ritornello che emerge nella seconda parte del film), nell'estetico, perché, come dimostra Gummo, non c'è nulla di estetico nella realtà o, meglio, non c'è nulla di così estetico nella realtà, nulla che abbia i colori delle caramelle o che significhi bere birra sulla spiaggia, divertirsi e quanto ne consegue colla percezione che non ci sarà domani, ma solo l'oggi, l'attimo presente ed eterno: è la «pausa dalla realtà» continuamente citata nel film, necessaria quanto fantasmagorica. Si dice dunque addio alla musica ossessiva di Gummo (il black metal di Burzum, allo sludge degli Eyehategod, allo stoner degli Sleep) per proiettarsi nella musica pop di Skrillex, Britney Spears e, insomma, tutta quella musica che colora la realtà di irreale facendone emergere un paradiso artificiale in che le ragazze si tuffano e nuotano: «Credo che abbiamo capito chi siamo davvero, qui. Abbiamo visto cose bellissime, dobbiamo lasciarci andare. Abbiamo conosciuto persone che sono come noi, persone uguali a noi, e tutti stavano solo cercando di capire chi erano davvero. È stato molto più che divertirsi, siamo persone diverse ora, vediamo le cose diversamente. Dio, è così bello prendersi un po' di pausa dalla realtà del mondo! Ora mi sembra che il mondo sia perfetto e che non finirà mai». Non c'è nulla di reale, infine. Tutto è solo un sogno (e, guarda caso, i passamontagna con cui, nel finale, viene assalita la villa di Big Arch e compiuto un massacro da videogioco hanno stampigliato in fronte l'unicorno, creatura fantastica per eccellenza), un gap della realtà, qualcosa di necessario e trascendente che aiuta l'adolescente a immergersi, poi, nella realtà e a viverla, sopportandola. Credo che questo sia il fulcro del film, l'allucinazione reale o qualcosa del genere. Leggerci, come già scrissi dopo la prima visione, un apologo alle nuove generazioni o, peggio, una critica alle nuove generazioni, mi pare insensato; dopodiché, ci sarebbero molte altre questioni da risolvere (Scarface viene più volte citato e a un certo punto si parla di vedere nella luce («Qui di notte possiamo vedere oltre le stelle, possiamo vedere nella luce: è bellissimo, vorrei che non finisse mai. Spring break forever, spring break forever, bitches.»), qualcosa che rimanda al primo motore immobile di Aristotele, a concetti come l'entelechia e simili, qualcosa che fa supporre che nemmeno la realtà reale sia più reale della realtà finzionale), ma, per ora, mi accontento, come più volte ho fatto, di lanciare il sasso nello stagno.

19 commenti:

  1. Invidio la tua costanza e apprezzo lo sforzo nel rivedere più volte un film. A me capita difficilmente, deve appunto succedere per sbaglio o per caso. Avrò rivisto, per caso appunto, soltanto qualche film di Rohmer (il mio regista preferito, in assoluto).
    Bella ed esaustiva recensione, passaggi come "qualcosa che rimanda al primo motore immobile di Aristotele, a concetti come l'entelechia e simili, qualcosa che fa supporre che nemmeno la realtà reale sia più reale della realtà finzionale), sono davvero degni di nota .)

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    1. Ooooh, ma allora anche tu hai un regista preferito! Con una filmografia sterminata, peraltro. Vedrò di recuperare al più presto qualcosa, anzi se hai consigli a riguardo mi farebbe piacere conoscerli. Comunque il fatto che riguardi più volte un film è dovuto al fatto che raramente mi piace scoprire qualcosa di nuovo, e appunto in un'isola deserta probabilmente mi porterei qualcosa (libro, film o quel che è) che già conosco, e soprattutto che molto spesso mi ritrovo con un senso di mancanza, di non aver capito qualcosa dei film che adoro.

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  2. Purtroppo devo intromettermi timidamente e avvolto nella più totale ignoranza, quindi scusami ma probabilmente ora sparerò un sacco di cazzate:
    1) questo Harmony non lo conosco proprio, però del film in questione mi era capitato di vedere il trailer e sinceramente non mi aveva fatto una bella impressione anzi, direi che ci ho fatto proprio a botte!
    2) Ora sono andato a leggere la tua prima recensione e anche da quello che NE scrivi (perchè il come NE scrivi, lo trovo sempre eccellente): "lo stile visivo da video da mtv, riff, pistole, ritornelli, seni, quattro gnocche che pensano a figheggiarsela sulla spiaggia, il gangster...", mi fa pensare a qualcosa che non è proprio nelle mie corde.
    3) E qui magari mi ammazzi a bastonate, ma sul tuo commento da me (Beasts of the...) hai scritto che quando tutti parlano di una cosa, tu la detesti. Ebbene di questo Spring Breakers, nelle ultime due settimane ne hanno parlato praticamente tutti. Ora, sono quasi certo che come nel mio caso per "Beasts...", tu abbia anticipato i tempi (e il pubblico popolare), a ogni modo illuminami su stò film che come accennavo, nella mia ignoranza, pensavo fosse una cosa da "popcorn".... :P

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    1. Eh, purtroppo non conosco il tuo rapporto con Korine, per quanto mi riguarda (e ti parla, appunto, uno che del cinema statunitense apprezza poco o niente) è il regista americano per eccellenza, uno che ha saputo, nella miglior maniera, crearsi una propria struttura estetica, veicolando (o ricordando) quant'è passato, per esempio questo "Spring breakers" ha una struttura da tipico film americano del periodo classico, stile Billy Wilder per intenderci, rimaneggiata secondo l'estetica postmoderna e, soprattutto, facendo tesoro della lezione del cinema autoriale anni Sessanta, ovvero dando un taglio del tutto personale alla pellicola. Non è una vaccata, per intenderci, anche se di primo acchito può sembrarlo, ma, come sappiamo, il cinema, come insegna Laurent Jullierl, è fun e, soprattutto, struttura di struttura di struttura. Il problema qual è? Che la realtà, ormai, non esiste più, perché fondamentalmente la realtà è rappresentata e noi conosciamo non la realtà ma la rappresentazione della realtà. Questo in pochi, a mio avviso, l'hanno capito: in letteratura c'è stato Leyner, ma lui era un pubblicitario, e nel cinema postmoderno c'è Korine, ed entrambi rappresentano la realtà come fosse una fiaba angosciante, cioè come (ir)realtà. Probabilmente potresti non apprezzare "Spring breakers", ma ti consiglio caldamente (del resto, l'ho etichettato come capolavoro) di vederlo, magari dopo aver visionato "Gummo" e "Trash humpers".

      Dopodiché puoi pure mandarmi a quel paese per averti fatto perdere tempo :P

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    2. Tra l'altro, nelle ultime due settimane ne parlano in molti perché è uscito il download (e a breve - NON VEDO L'ORA!!! - il DVD), e a quanto pare recensioni discordi ma mai mezzane (o fa schifo o è un capolavoro) hanno fatto in modo che questo filmone attirasse l'attenzione più di altre nuove uscite.

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    3. Semmai sono io che ti ho fatto perdere tempo Yorick, ti ringrazio per le ricche informazioni :)
      Magari dopo l'estate, ma seguirò il tuo consiglio nel recuperare i tre film di Korine, chissà che non scocchi una scintilla inaspettata!

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    4. Lo spero! Anzi, facciami sapere ché son ben curioso ;)

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  3. Caro amico, penso che possa interessarti questa opinione su Gummo ;)
    http://recensioniribelli.blogspot.it/2013/08/gummo.html

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    1. Grazie, ho subito commentato. Ci passavo ogni tanto da quelle parti, ha un bel blog e scrive bene, anche se, purtroppo, troppe cose di cui parla io non le conosco...

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  4. Leggendo i commenti su White Russian approdo qui, e mi permetto di postare la mia "cosa" (in verità sono due) su questo film: http://mulosetaccioepiccone.blogspot.it/2013/10/e-tu-ti-fotti-di-paura.html , anche perchè noto che abbiamo toccato alcune cose simili, parlandone (a cominciare dalgi unicorni). E qui ci tornerò.

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    1. Vero, abbiamo toccato alcune cose simili, ma da prospettive completamente differenti: cristologiche e descrittive le tue, ermeneutiche e foucaultiane le mie.

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  5. E' la prima volta che mi danno del cristologico...:-) Grazie per essere passato.

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    1. Evidentemente è la prima volta che ti parlano sinceramente o spassionatamente...

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  6. Complimenti per l'approfondimento, esaustivo, personale, curioso e ricco di elementi che coinvolgono il lettore e lo spingono a cercare nuove strade ed interpretazioni al film. Mi è già capitato, leggendo le tue recensioni, di cambiare il mio punto vista, di scoprire elementi nuovi che non percepivo, nascosti sotto una superficie esperienziale intessuta dal regista. Mi attira Korine, regista peculiare ed interessante, "un tizio che, dopo Gummo, non avresti mai detto che avrebbe girato qualcosa anche solo lontanamente simile a questo Spring breakers", la "sua" realtà mi affascina e spinge ad approfondire un cinema americano liminale, un cinema che vado spesso cercando (il cinema del Sundance ad esempio).
    Quest'affermazione è bellissima e la condivido appieno: "Tutto è solo un sogno, un gap della realtà, qualcosa di necessario e trascendente che aiuta l'adolescente a immergersi, poi, nella realtà e a viverla, sopportandola."
    Dopo aver letto il tuo approfondimento lo devo rivedere quanto prima :)

    Grazie Yorick!!!

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    1. Grazie, sei gentilissimo. L'approfondimento era doveroso, visto che l'altra recensione era stata scritta sotto l'euforia di averlo appena visto in sala, e a rileggerlo penso che non sia neanche così male: ho rivisto il film varie altre volte e per quanto alcune cose mi convincano ancora (il gap del/dal reale, il paradiso artificiale creato dalla società consumistica etc.) su altre ho decisamente cambiato opinione; per esempio credo che, di fondo, la filmografia di Korine sia abbastanza coesa e circolare (c'è molto Gummo in SB, dopotutto, o almeno il catalizzatore è lo stesso: la critica alla società partendo dagli effetti della società e considerando solo questi), quindi vedo molto più legame tra l'ultimo Korine e il primo, e sarebbe interessante fare un approfondimento a riguardo.

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  7. Si concordo con te, le influenze tra il primo e l'ultimo Korine ci sono (inoltre leggendo il tuo approfondimento sono più chiare). Devo approfondire la sua filmografia e cercare di recuperare altri suoi film se è possibile :) Per ora ho visto solo "Gummo" e "Spring Breakers".

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    1. Sì, credo tu abbia visto i migliori allora, anche se - in tutta onestà - ultimamente inizio a rivalutare "Trash humpers", forse il vero capolavoro di Korine.

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