Maxhumain


Dopo la laurea a Città del Messico e un master a New York, Reygadas abbandona tutto e parte alla volta di Bruxelles, dove presenta e si presenta con un cortometraggio che gli vale la squalifica dai corsi che avrebbe voluto seguire all'Istituto Nazionale delle Arti dello Spettacolo e delle Tecniche di Diffusione, questo perché la commissione d'esame non crede che Reygadas abbia bisogno di una formazione, è già un regista. Il cortometraggio in questione s'intitola Maxhumain, e già vi si ritrovano i temi tanto cari al regista. La sessualità, il suicidio, Dio. Ambientato in una spiaggia semi-deserta, Maxhumain racconta del suicidio di un giovane che, poco prima, ricordava una conversazione avuta un tempo con la madre, conversazione proferita da una voce fuori-campo mentre la mdp inquadra le mani che legano con una corda i piedi di questa voce disincarnata: «Da bambino, chiesi a mia mamma perché mai non ci suicidassimo e andassimo direttamente così da andare direttamente in paradiso. Lei disse che quel che dà Dio soltanto Dio può riprenderlo, e io le dissi che se Dio fosse un essere perfetto non ci metterebbe di fronte a una prova: lei disse che la vita non è una prova ma un regalo. Allora l'ammiravo, ma le sue spiegazioni non mi convincevano». Il resto del corto è una sorta di postilla a questi primi minuti, non un cioè ma la presentazione di una delle tante prove (in questo caso una proiezione nell'età adulta dell'Edipo) con cui Dio ostacola la nostra vita, quindi una fusione del tempo in cui, mentre attende l'altamarea, il protagonista si rivede da ragazzino, che qui, grazie a un urlo ripreso con un'inquadratura che riguarda vagamente The big swallow di James Williamson, capiamo chiamarsi Max (nomen omen, nell'ottica del titolo del cortometraggio) uscire dal mare e raggiungere la madre nel fuoricampo. Come Wim Wenders, Reygadas mescola il colore col b/n, tingendo con quest'ultimo non il passato ma il presente, il tempo del suicidio; questo, non tanto per chissà quale morale cromatica (in un'intervista, citata in Criticker, Reygadas si è espresso in termini tra virgolette encomiastici nei confronti di coloro che, volendolo, riescono a terminare la propria vita, definendo questa capacità, appunto, come una caratteristica importante dell'essere umano) quanto, piuttosto, per sottolineare come il ricordo, il passato e la memoria strutturino una persona, rimanendo vivi(di) per sempre. Non un'apologia del suicidio dunque, ma una riflessione sul tempo infarcita coraggiosa e tutt'altro che cinica, anzi colma di speranza e tranquillità.

12 commenti:

  1. Pensa te, non aveva bisogno di formazione il ragazzo, era già un regista... Se penso alle assurde critiche che emergono quì (http://www.mymovies.it/film/2012/posttenebraslux/) definendo PTL come un film amatoriale delle vacanze, non so se ridere o piangere... Vabbè, il corto me lo sono salvato su YT, nel pomeriggio lo guardo, grazie!

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    1. Vabbé, ma quelli là stanno bestemmiando O.o

      Comunque, il corto, a un reygadasiano come te, non può che piacere e aprirti a ulteriori riflessioni sulla maniera di fare cinema di questo straordinario regista.

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    2. Interessante, ma da rivedere. Penso che tu ne abbia già spremuto a dovere il succo. Mi piacciono comunque i momenti girati in quel bianco e nero sgranato, mettono una certa angoscia.
      Ho una bella notizia, sono finalmente riuscito a recuperare "Post Tenebras Lux". Ho guardato solo i primi due minuti per controllare il file: monumentale! E combinazione, non so se anche al cinema l'hanno mostrato, ma prima dei titoli di testa c'è un intro con il finale di questo corto, proprio la scena mentre lui urla il suo nome e poi appare una scritta: ndm. Presumo sia l'etichetta di distribuzione...

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    3. Orpo! Ho visto solo adesso che me avevi già avvisato via mail, grazie!
      E grazie anche per il seguito su Mubi, ci divertiremo con i voti :)

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    4. Sì, volevo avvisarti nel caso non avessi avuto modo di controllare in rete. MUBI, lo conosco poco, ma mi prende già moltissimo. Fino a poco fa ero su Nientepopcorn, che ha la grazia di essere in italiano ma la sfortuna di farti conoscere ben poco cinema interessante; MUBI, invece, ha liste e un sacco di altre robe che faranno lievitare la mia lista di film da vedere in maniera esponenziale.

      Al cinema, comunque, ricordo vagamente quell'inizio. Sarebbe interessante vedere se in altri film della casa di distribuzione sia presente lo stesso frammento o se, invece, è Reygadas che vuole richiamarci al suo primo lavoro. Comunque, hai visto "Post tenebras lux", dunque? T'è piaciuto? Spero ne scriverai, così completerai quel "E luce sia" che scrivesti tempo fa :)

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    5. No, non l'ho ancora visto.
      Come rispondevano a Gianni Garko ne "La Notte dei Diavoli", quando lui domandava alla famiglia di contadini se potevano aggiustarle l'auto in panne: "si però, Magnana (domani)"...
      Io ti rispondo: "lo guardo si, però stanotte... ;)

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    6. Sei in mood horror italiano, oggi? :P
      Questo mi manca, però "Nero veneziano" lo vidi e non ci dormii per qualche notte. Anzi, bel ripescaggio, il tuo, lo rivedo senz'altro a breve.

      Buona visione per Reygadas, nottambulo!

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  2. Grazie, molto interessante, lo vedrò oggi pomeriggio :)
    Una domanda "tecnica", dove hai trovato il "widget" "You might..." che ti funziona così bene? Quello che avevo installato un tempo inseriva film a casaccio e quello che ho scaricato dal sito outbrain non mi funziona proprio.

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    1. Eh, magari un informaticamente ignorante come me sapesse cercare un widget funzionante (su Jambalaya's c'avevo provato ma mi funzionava male e l'ho disinstallato). Questo era incorporato nel template del blog che, anche per questo widget, ho installato (da qui, http://btemplates.com/). Di più, purtroppo, non saprei aiutarti, scusami.

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    2. Rettifico. Mio fratello ti suggerisce di usare un certo LinkWithin, dice che a lui funzionava...

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  3. Ahhhh ecco spiegato l'inizio di POST TENEBRAS LUX

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    1. Orpo, anche tu da 'ste parti? Ma non potevi dirmi che sei pure tu un blogger, http://arrancarelamelodia.blogspot.it? >.<

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