Delta


Una profondità insostenibile, silenzi lunghissimi e di nuovo una profondità insostenibile. Ecco cosa emerge da quest'opera desolante e disillusa di Kornél Mundruczó: una profondità che ti spiazza, ti sconvolge e ti atterrisce per poi lasciarti con l'amaro in bocca, con quel «avrebbe potuto» che subito si trasforma in un disarmante «avrebbe dovuto». E che altro? Il ritorno del figliol prodigo, un'evangelizzazione rapportata alla società odierna, quindi inquinata da cose come la psicanalisi (ora il figliol prodigo, il non più figlio ma fratello perso e ritrovato è disgregatore del focolare domestico) e, subito, reinterpretata, stravolta: il figlio torna a casa e a casa trova la sorella, lei ama lui e lui ama lei, ma l'incesto non è cosa da focolare domestico, sicché i due si ritrovano a costruire una palafitta al di là del fiume, sul fiume. Un'uscita dalla società, dunque, sull'acqua pescosa che, nel simbolismo filmico, rischia di diventare una sorta di purificatrice o di nuova genitrice, e che, al di là della semplice speculazione sul tema dell'incesto, conduce il film a una meditazione ben più intima, cementata sulla questione del rapporto tra l'uomo e la società, una società che dirige, che con leggi principiali generalizza e fa della famiglia edipizzante una propria riproduzione in minima scala, e dall'altra parte (questa volta contrapposta, ma spesso enucleata nella prima, la parte della società, come propria componente strutturale) un uomo, una donna, una persona che ha come riferimento soltanto la propria vita, ovvero quella particolarità che dev'essere riportata alla singolarità del generale, del controllabile; affiora così la domanda sulla possibilità della vita, sulla conduzione di una vita differente, eteroclita, una vita che la società non comprende (v. le reazioni del padre di fronte l'allontanamento della figlia) perché impossibilitata di far rientrare nei propri schemi di potere... ma subito se ne intuisce la risposta: il fuori di, il fiume, la natura incontaminata contrapposti a un'umanità che è altra e che è troppo vicina, quindi la morte e un'impossibilità latente di realizzarsi.

20 commenti:

  1. Mai sentito questo regista, dove sei andato a pescarlo? Il film però mi attira parecchio: l'insostenibilità, i silenzi lunghissimi, la natura incontaminata contrapposti a un'umanità...
    Ricerca immediata d'obbligo!

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    1. Trovato per sbaglio, e per caso: http://cinesuggestions.blogspot.it/2013/04/delta-sub-ita2008.html

      Il film è parecchio convincente, credo lo apprezzerai. Lui deve aver girato anche un musical, prima di questo "Delta". Ora mi sto tirando giù l'ultimo suo lavoro, "Tender Son – The Frankenstein Project", che promette assai bene.

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    2. Ora ho collegato. "Tender Son" l'avevo in lista da un pezzo, me ne ero completamente scordato. Comunque "Delta" l'ho trovato subito ed anche i sub ita. Il quadrupede, con fatica ma si trascina sempre ;)

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    3. Eh, lo so. Sto iniziando a utilizzarlo pur'io, da quando ho notato che c'è tutto Dumont, lì. Non appena scopro come si aprono le porte e si sbenda 'sto cavolo di equino, può essere che riuscirò a non imprecare ogni volta che guardo a che velocità scarica.

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    4. Anch'io, fidandomi di wikipedia italiana, ho preso cantonate pazzesche :)
      Per l'equino ibrido, se posso, (anche se ho linux, e lì è tutto più facile), potresti usare un software per settare il router (Simple Port Forwarding, per esempio). E' semplice, basta aggiungere le porte Udp e TCP (quelle indicate di default, vanno bene).
      Quando elimini i captcha?

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    5. Grazie, bombus! Ora provo subito.

      I captcha, li elimino subito. Avendoli eliminati da Jambalaya's pensavo che il settaggio fosse automatico. Scusa.

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  2. Tender Son l'ho trovato parecchio inferiore a Delta, d'altronde si vociferava non ricordo dove che nel film del 2008 Tarr avesse dato più che una mano durante le riprese.

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    1. Ach, mi si son rotte le uova nel paniere, ora. Vabbé, questo "Delta", l'ho trovato un buonissimo film, quindi se "Tender son" è parecchio inferiore spero non collassi nel pastrocchio più disumano :P

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    2. Ma no tranquillo :), è che ad un discreto inizio non segue una degna prosecuzione. Parere personale ovviamente, e comunque l'ho visto molti mesa fa, sicché la memoria vacilla.

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  3. L'ho da tempo immemorabile in archivio, insieme a Johanna, forse sta per arrivare il momento per ripescarlo. Tender son, invece non lo avevo mai sentito, proverò a cercare anche quello, grazie

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    1. "Johanna" dovrebbe essere un musical, genere con cui non ho una grande affinità, ma questo "Delta" è convincente, quindi probabile che, visto "Tender son", cercherò di recuperare anche "Johanna". Questo "Delta", bombus, credo ti piacerà.

      P.S. Hai visto "La notte di fronte" di de Oliveira? L'ha passato Ghezzi e l'ho visto qualche giorno fa e mi sei venuto subito in mente. Se riesci a recuperarlo e non l'hai visto, vedilo, perché vedendolo mi sei tornato in mente e credo sia un po' il tuo genere.

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    2. Di "Johanna", ho visto qualche spezzone e non mi era sembrato un musical, dovrebbe essere la storia di una infermiera "bocca di rosa", cosa che sembra dare fastidio a tutti i medici benpensanti.
      Sei sicuro che "La notte di fronte" sia di De Oliveira? Non riesco a trovarlo. Ruiz ha fatto ultimamente un film con lo stesso nome, che sembra molto, molto interessante. Proverò a recuperare quello, intanto (e poi, adoro Ruiz). Grazie.

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    3. No, è che sono rincoglionito io. Il film è di Ruiz, effettivamente... scusa, Ghezzi ha dato parecchi de Oliveira ultimamente, e mi son confuso. Comunque, che "Johanna" mi rincuora: da una parte perché, appunto, non ho affinità col genere, dall'altra perché di nuovo ho la conferma che Wikipedia è affidabile come un cane affamato.

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  4. ma il protagonista di "Delta" è lo stesso che suona lo zither qui:
    http://www.youtube.com/watch?v=VAeYt-swWG0 ?

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    1. O_____________O

      Oddio, sì (credo). Scusa la domanda, ma come sei arrivato a un video simile? Geniale...

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    2. Orpo, mi era sfuggito 'sto commento. Sì, è proprio lui! Ma come hai fatto a trovare una chicca simile?!

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  5. E tu pensavi di avermi consigliato male?... Non posso che ringraziarti invece per questa tua segnalazione! Bellissimo! Ci sono tutti gli elementi che fanno al caso mio: pochi dialoghi, contemplazione, assenza, ecc. E pur non avendo niente di metafisico o trascendentale, me lo sono proprio goduto. Tu scrivi della profonda insostenibilità, è vero ed aggiungerei che mi è venuto in mente anche Antonioni, personalmente ci ho visto tanta incomunicabilità, non tra i due fratelli (che al contrario, con i loro silenzi comunicano e molto, diventando quasi un'entità unica e inscindibile), ma tra loro e il mondo circostante che vige oltre quella palafitta: la madre, i paesani, soprattutto la figura del patrigno, quella si, insostenibile, quasi nauseante nella sua insopportabilità. E poi c'è molto Dumont (gli ampi spazi dominanti, anche la sequenza dello stupro, senza bisogno di entrare in dettagli particolari) e un finale che non ti aspetti, tragico, forse anche troppo. Inoltre, tra le sequenze migliori metterei senza dubbio quella del funerale, con quelle barche che navigano sul fiume come la nave herzoghiana di Nosferatu. Ti sei accorto che anche quì, come in Twilight, utilizzano le musiche dei Popol Vuh usate nel film di Herzog? A questo punto penso che gli ungheresi, o meglio, Tarr in particolar modo apprezzi il gruppo tedesco ;)
    Un film e un regista che meritano attenzione, vedrò di scriverne qualcosa anch'io. Grazie ancora!

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    1. Sono felice che ti sia piaciuto, e aspetto vivamente la tua recensione a riguardo, anche perché sei più tecnico di me e, anche solo in queste poche righe, sei riuscito a mettermi a fuoco delle cosucce che non avevo notato. Antonioni, effettivamente, ci sta moltissimo colla sua trilogia dell'incomunicabilità (tra l'altro, "L'eclisse" penso abbia uno dei finali più belli della storia del cinema, se non proprio il finale per eccellenza della storia del cinema), così come il cinema di Dumont viene evocato... la nave herzoghiana, però, proprio non ce l'avevo vista, mannaggia. Complimenti per l'occhio, e l'orecchio (grandissimi i Popol Vuh, Tarr ha dei gran gusti, ma questo lo sapevamo già dopo il primo ascolto della "Valuska" di Vig :D)!

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    2. Il finale de "L'Eclisse" è impressionante, lo definirei addirittura traumatico per l'epoca! Anche se per ora, il miglior Antonioni nella sua totalità l'ho trovato in "Deserto Rosso".
      Riguardo "Delta", ho buttato giù le prime impressioni a mente fresca, mi sa, che lavoro permettendo, dovrò scrivere i post solo di mattina. Al pomeriggio inzia il rincoglionimento, verso sera poi il caos regna :)

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    3. Hai perfettamente ragione, "Deserto rosso" è impressionante, un filmone! La prima volta che lo vidi mi sconvolse... mioddio, credo di averlo visto per una settimana intera in quei giorni.

      Aspetto la tua recensione su Delta, allora. Che sarà sicuramente tanta roba ;)

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