Twilight (Szürkület)


A Szürkület, consigliatomi da bombus, bisogna guardare senza prendere in considerazione il romanzo di Dürrenmatt (Das Versprechen), morto l'anno stesso in cui uscì il film, ed è forse meglio tener presente che il regista, György Fehér, sarà l'audace produttore del Sommo Capolavoro, meglio noto come Sátántangó, nonché, successivamente, criptico dialoghista di Werckmeister Hármoniák, insomma il classico artistoide sul cui cervello sarebbe necessario stendere una mappatura e il cui senso artistico potrebbe fruttare un Nobel per la letteratura a chiunque volesse farne oggetto di un'ontologia saggistica. Di più: Benedek Fliegauf ha assimilato l'esperienza visiva di questo Szürkület all'esperienza uditiva dei canti delle balene, e Béla dio Tarr è stato consultato da Fehér nella realizzazione di Szürkület. Le premesse, dunque, puntano parecchio in alto, ma Szürkület non è un buco nell'acqua, anzi conferma e va oltre questi preludi, sfociando in un universo dove contano solamente le passioni percettive dello spettatore, il quale si vede o, meglio, si sente sempre più assorto nel b/n della pellicola, fin quasi a essere in simbiosi con esso prima ancora che col protagonista, le cui azioni non fanno altro che cesellare piano-sequenza così realistici da sembrare onirici nel loro sentimentalizzare un paesaggio dove si muovono individui che sono in realtà ombre. Così Fehér, che sembra conoscere a memoria i noir di Claude Chabrol, Jean-Pierre Melville eccetera e che influenzerà palesemente & pesantemente l'estetica di A londoni férfi, scardina la trama, facendo di essa una specie di appendice della pellicola, formalizzata sui magnifici landscape ungheresi, che simili si ritroveranno in alcuni piano-sequenza del già citato Sátántangó, al fine di focalizzarsi maggiormente sulla potenza espressiva che la mdp può ricavare da un catastrofato paesaggio che sembra lo specchio di un'umanità senz'anima o, comunque, destinata a vagare in cerchio, a consumarsi; per far ciò sfonda in un inanellarsi di sequenze che man mano trovano il proprio senso, la propria significazione in ciò che segue, sbiadendo così il senso dell'intero, un intero da cui l'ispettore protagonista tenta di far emergere in superficie un senso continuamente afferrato, per ciò rimandato, posposto, inattualizzato, perché ciò che ogni volta sembra decretare definitivamente il senso di ciò che è successo (poniamo n1) in realtà rimanda a un qualcos'altro (n2) che è successo prima e che spiega l'evento precedente e che deve essere a sua volta spiegato da n3, di modo che si abbia una sorta di regresso infinito di tipo n1 → n2 → n→ … che trasforma l'intera indagine in una sorta di nastro di Möbius che obbliga l'ispettore a circolare ossessivamente in una serie eterogenea di rimandi, di ombre, di n(x) eccetera, fino a una quiete che è in realtà sconforto.

8 commenti:

  1. Ultimamente quì sulla blogosfera c'è un intenso vociferare di questo film. Incuriosito sono andato a vedere su YT e ho trovato questo breve frammento (https://www.youtube.com/watch?v=SUBU1eBsTiw). Dire che mi è parso parecchio funereo è poco, inoltre il tema musicale che fa da tappeto a questa scena è lo stesso utilizzato anche nel Nosferatu di Herzog. Ipnotizzato all'istante, urge un recupero immediato.
    Illuminami però su una cosa: so che Fliegauf è anche musicista, il sonoro l'ha realizzato lui o si è solamente ispirato al film di Fehér per i suoi lavori?

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    1. Potrei sbagliarmi, ma non mi pare di aver visto il nome di Fliegauf nei titoli di coda (c'è quello di Tarr, però <3), e internet non dice molto a riguardo. Il tema di Herzog non era dei grandissimi Popol Vuh?

      A ogni modo, è un film che merita moltissimo, specie per inquadrare bene il cinema di Tarr. Stasera mi guardo "Un lac", dopodiché mi do a Fliegauf, perché è ignobile conoscere così poco del cinema ungherese. A un esteta del film come te "Szürkület" non può che piacere.

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    2. Attendendo l'arrivo di "Szürkület", ho scoperto questo: http://www.youtube.com/watch?v=LSFLpGg1Kdk
      Visionalo al più presto ;)

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  2. Stavolta posso, con sicurezza, contraddirti:) Questo film ancora non l'ho visto. L'ho in archivio da diverso tempo e vorrei vederlo. Credo che ne abbia parlato Ismaele e "Oltreilfondo".

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    1. Mannò, bombus, me l'avevi nominato tu. Non ti ricordi? Mi riferivo ai commenti della tua recensione di "Rengeteg" (http://bombuslapidarius.blogspot.it/2013/05/rengeteg.html#comment-form) dove mi nominasti appunto questo "Twilight".

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  3. Questo post si è beccato una citazione, spero non ti dispiaccia ;)

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