Moloch (Молох)


Un Hitler metafisico, perso nelle rovine di un castello diroccato tra le nebbie delle Alpi bavaresi, viola l'intimità di un'Eva Braun in piena fusione con la Natura, che altro non è se non una scala di grigi, di bianco e nero. Tutto ci parla di una fine, ma è una fine distante, che intacca il presente senza logorarlo: è l'emergere del paradosso, perché l'insearsi della Storia nel film avviene proprio nel momento in cui è esclusa da esso; è come un ritratto, questo Moloch, un ritratto che non dice nulla del contorno, parla soltanto del soggetto che rappresenta, il quale al contempo contestualizza il ritratto con la propria figura, attraverso le vesti che ha indosso eccetera. Così Sokurov sceglie di delineare il proprio Hitler, levandosi di torno orpelli storiografici e quant'altro per risalire alla fonte stessa della Storia, quasi a voler seguire la lezione aristotelica per cui, mentre lo storico ordina gli eventi in maniera cronologica, «il poeta dev'essere piuttosto un facitore», uno che, frugando nell'anima del personaggio, riesce a esperire ciò che la Storia, molto spesso, lascia in sospeso, perché il cinema è questo che dice e ciò che mostra è, in realtà, un già visto, un già filmato, un già riprodotto, un già fatto, un già detto. Da ciò, lo spettatore ne ricava un quadro complesso, interrogativo, perché non è lo stratega militare quello che ha davanti bensì l'uomo-Hitler, dunque un Hitler che, rispetto al reale, è daltonico, che filosofeggia senza essere capito come il più grande dei geni e non si rende conto che tutti i suoi sogni, tutte le sue speranze nella realtà sfumano, anzi è proprio la realtà a sbiadirle, a incubarle e renderle incubi: Hitler, fondamentalmente, è un sognatore come tanti, un romantico che, poco prima di partire, dirà all'amante Eva che «la cosa più fragile in questo mondo è la bellezza», a metà tra il Dostoevskij della bellezza che salverà il mondo e il John Donne della morte che morirà e non esisterà più, quindi ancora troppo fantasticante, idealista, romantico, quindi destinato a essere rischiantato nella realtà e, come si sa, schiantato da essa.

Hitler: «La cosa più fragile di questo mondo è la bellezza. A cosa si può paragonare il potere della più fragile di tutte le cose? Finché lei vivrà, vivrò anch'io.»
Eva Braun: «Come puoi dire una cosa simile, Adi? La morte è la morte, non la si può dominare.»

9 commenti:

  1. Ecco, a proposito del tuo rapporto con il cinema turco. Sokurov è un'autore che mi mette in crisi perchè sono attirato nel vedere le sue opere, ma immancabilmente poi, la visione si trasforma in qualcosa di molto sofferto, mi lascia una sensazione deprimente. E pensare che il mio approccio iniziale, con Faust e specialmente con Arca Russa, è stato più che positivo. Poi mi sono visto I Giorni dell'eclisse con molta fatica, Salva e Custodisci e Taurus non sono nemmeno riuscito a finirli, anche se quest'ultimo, dopo aver letto il tuo post precedente, vorrei riprenderlo. Visto l'immensa filmografia dell'autore, può essere che mi sia inconsapevolmente accostato ai film più ostici...

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    1. "Salva e custodisci", effettivamente, è uno dei meno convincenti di Sokurov, o almeno io ne ho questo ricordo, mentre "I giorni dell'eclissi" devo ancora vederlo. Se posso permettermi, ti consiglio di visionare "Madre e figlio", dura un'oretta ed è un'opera d'arte, uno dei migliori del regista.

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    2. Finito il "farfallario", mi dedicherò a Sokurov. Molto bella questa recensione di un Hitler umano, daltonico, filosofeggiante e innamorato.
      Vi siete dimenticati di Alexandra (Aleksandra) che mi è sembrato splendido. Un gioiellino!

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    3. Vero, "Aleksandra" è un gran film, devo rivederlo però, perchè lo ricordo poco.

      A proposito del farfallario, mo' vado a rubacchiare qualche film in lista. Grazie, bombus, non sapevo fosse questo il periodo delle farfalle.

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    4. Puoi permetterti eccome, speravo proprio che mi potessi consigliare qualcosa.
      Vada per Madre e Figlio allora... Grazie!

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    5. Lo trovi facilmente, dovrebbe esserci anche sul Tubo. Son curioso di sapere che che ne pensi.

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    6. L'ho trovato sul mulo ed è già pronto. Stasera lo guardo.

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  2. Volevo ringraziarti perchè ci hai azzeccato in pieno. E' lo stesso terribilmente triste, però è stupendo! Finalmente un altro Sokurov alla pari, se non oltre, ad Arca Russa. Evidentemente ormai sei riuscito ad inquadrare molto bene i miei gusti. Ho buttato giù anche due righe, così a caldo, ne sentivo la necessità immediata. Grazie per quest'ottima segnalazione Yorick :)

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    1. Ho letto, mi fa piacere ti sia piaciuto: bisognerebbe essere inumani per non apprezzare qualcosa di simile ;)

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