Fotogrammi #2: Mekong hotel


Ma l’acqua gira e passa
e non sa dirmi niente
di gente, me, o di quest’aria bassa;
ottusa e indifferente
cammina e corre via,
lascia una scia
e non gliene frega niente.


Così cantava allora Guccini. La canzone è Acque, scritta per un film su Dylan Dog, alla fine mai realizzato. E l’acqua sembra anche la protagonista di questo film, o quantomeno ciò che meglio ne esprime l’essenza: sta lì, in secondo piano, la si sente mormorare e al suo sciabordare s’interpone, s’intreccia e si sovrappone un lungo motivo di chitarra classica, che pare voler fare da corredo alle esistenze dei personaggi. Ma i personaggi non hanno esistenza, tutto ciò che fanno è parlare, discorrere tra loro di cose futili, quotidiane, dunque sincere. Nessun gesto, insomma: niente che realizzi l’esistenza, o meglio niente che possa realizzarla. 
Scriveva Lukàcs: «Solo un gesto può esprimere la vita – ma si può esprimere la vita?». Risponde Apichatpong: «Nessuno dubita dell’esistenza dello spirito. Lui sa che sei là, ma non se ne preoccupa. Perché ognuno di noi ha la sua strada».

3 commenti:

  1. Il 10 marzo, spero, finalmente nella regione 6 verrà pubblicato il dvd di questo film di เลว. Aspetterò paziente, «perché io so che è là, e non me ne preoccupo. Perché ognuno di noi ha la sua strada. Anche i dischetti».

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    1. Ohibò, io lo attendo nella Regione 2, e sono abbastanza fiducioso dacché ho comperato - senza del resto ancora guardarlo - "Loong Boonmee raleuk chat".

      P.S. Grazie per la segnalazione, captcha tolti.

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  2. Lo zio Boonmae te lo consiglio, un film indimenticabile. Ha cambiato letteralmente il mio modo di veder la vita (le vite)

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