Dogtooth (Kynodontas)


Il mito della caverna platonica descrive una condizione esistenziale da cui ci si libera per esistere, per - in qualche modo - essere padroni di sé. Perché all'inizio siamo schiavi delle opinioni fluttuanti, di immagini vaghe che non sono realmente ἐπιστήμη. Il film di Lanthimos, Κυνόδοντας, pare partire da questi presupposti, presupposti che nel quotidiano si trovano in ogni dove. Nel totalitarismo della dittatura. Nella coercizione di un credo religioso. Nell'egocentrica convinzione d'avere sempre ragione. Sono questi i presupposti della libertà, perché nessuno nasce libero: perché la libertà si conquista giorno dopo giorno. In Κυνόδοντας viene inscenato tutto questo: una famiglia (padre, madre, figlio e due figlie) vive segregata dentro la propria abitazione; i genitori, infatti, temono l'esterno o temono per l'esterno, e insegnano dunque che si è pronti a lasciare la propria casa quando uno dei canini cade, che la si può lasciare solamente in macchina e che si impara a guidare quando il canino caduto ricresce. Ai figli viene insegnato un linguaggio fittizio (il mare è una poltrona, l'autostrada è un vento, la carabina è "un bellissimo uccello bianco" &cc.), perché, come insegna Wittgenstein, «i limiti del mio linguaggio significano i limiti del mio mondo», e l'unico a poter varcare le mura domestiche è il padre, che così facendo può procurare i beni necessari alla famiglia. Tutto si svolge in una quotidianità allucinata, dove all'eleganza di abiti e arredi domestici fanno da contraltare le naturali pulsioni dei non-più-così-giovani figli, le quali, represse troppo a lungo, si manifestano in forma deviata, parossistica, anche a causa degli elementi esterni/estranei introdotti nell'ambiente domestico: una puttana lesbica, cui è concessa la presenza nell'abitazione per poter soddisfare gli appetiti sessuali del figlio e che segretamente si fa leccare la vagina da una delle due figlie in cambio di qualche oggetto senza valore, e il gatto, il quale, entrato casualmente nel cortile, viene squartato dalle cesoie impugnate dal figlio, impaurito alla visione di quella strana creatura di cui i miti familiari favoleggiavano mostruose atrocità. Sono elementi disgregatori, inquinanti e che verranno in un modo o nell'altro allontanati; è tuttavia perspicuo che questi assumono un'accezione negativa a causa della natura ormai corrosa di chi li vive, tant'è che i figli non vivono propriamente gli eventi ma sono dagli eventi vissuti. Conseguenzialmente, la puttana è l'unica a possedere un nome, e il nome è il suo corpo. Il corpo, infatti, mi definisce come persona, mi definisce come me: io sono il corpo che possiedo. Il corpo è quel che mi ritaglio dell'infinito spazio-tempo, cioè è quello che mi separa dall'Altro, il quale è, contemporaneamente, ciò che mi determina come io. La puttana, quindi, ha un nome, e deve averlo: perché fa parte del Fuori, dell'esterno. Viceversa, all'interno della casa, non c'è una corporalità così come non c'è una nominalità. Non c'è individuazione, non c'è esistenza, e gli episodi d'incesto tra fratello/sorelle ne sono un degno epilogo in quanto realizzazione-del-porno, cioè in quarto morte-del-desiderio, poiché il desiderio s'instaura dove è presente una volontà, dove una coscienza si risveglia: ed è la figlia che si rompe la bocca per estrarre un canino dalla gengiva. È qui che l'esistenza guadagna terreno, che la forza propulsiva, erotica dell'esistenza spinge, attraverso uno sforzo della volontà, a varcare la soglia, a spingersi Fuori per autenticare/realizzare/obliterare/attualizzare/- se stessa in quanto esistenza.

9 commenti:

  1. Come commentato al tuo post su L: Kynodontas ancora insuperato, capolavoro assoluto della "new-wave" greca e sto ancora aspettando qualcosa, all'interno di questo stile, che possa almeno competere... Forse il prossimo lavoro di Lanthimos "The Lobster", ma per il momento la vedo dura.

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    1. Sì, Kynodontas regna incontrastato, e anche il suo successore, Alpeis, ha di che vantarsi, anzi io l'ho interpretato - e magari quest'estate li riguarderò uno di fila all'altro cosi da compararli - come il rovescio della medaglia di Kynodontas, dove la dictomia dentro/fuori è ribaltata e, insomma, cadono molte considerazioni che si potrebbero fare sul singolo Kynodontas. Per l'aragosta aspetto con ansia!

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    2. Sono d'accordo, anche Alpeis è geniale e pensandoci bene è un'ottima idea quella di revisionarlo in successione a Kyno, un confronto approfondito è d'obbligo.
      Da quello che ho avuto modo di leggere, "l'aragosta" è follia pura, anche per me è uno dei titoli più attesi del 2014, non vedo l'ora!

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  2. Film davvero molto bello! A mio parere, pure "Alpis" non è da meno.

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    1. Sì, son bei film. "Luton" però è superiore.

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    2. Eh, riuscissi a trovarlo me lo vedrei volentieri...

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    3. Scrivimi qui: talkinmeat@gmail.com

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    4. Luton superiore rispetto ad Alps e anche a Kynodontas? Ma davvero?
      Mi sa che devo proprio recuperarlo allora.

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    5. Tra l'altro è da poco stato subbato in italiano, quindi lo si trova facilmente su internet...

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